
ESCLUSIVA CP – Biagio De Domenico: “Non guardo la carta d’identità, guardo il campo”
In esclusiva, ai microfoni di Calciopanchina di Niccolò Brancati, presentiamo Biagio De Domenico – allenatore professionista, considerato un riferimento sportivo e umano
Presentata da Niccolò Brancati, ecco l’intervista che ci ha concesso il mister De Domenico, a cui vanno i più sinceri ringraziamenti per la sua disponibilità.
NB: Buongiorno a tutti i nostri amici lettori del sito CalcioPanchina di Niccolò Brancati. Oggi abbiamo il piacere di avere con noi il mister Biagio De Domenico. Grazie per essere qui! Buon giorno mister, iniziamo questa intervista presentandoti ai nostri lettori.

BD: Buongiorno, è un piacere anche per me. Ciao Niccolò: ho mosso i primi passi di allenatore conseguendo prima l’abilitazione UEFA C e successivamente nel 2018 quella di UEFA B. Il mio percorso inizia alla Vigor Lamezia in Lega Pro grazie a mister Massimo Costantino, dove mi offre la possibilità di collaborare con lui dandomi il compito di studiare le squadre avversarie. La mia carriera continua in serie C e serie D, principalmente con Agenore Maurizi, con cui lavoro alla Reggina, Latina e Viterbese, ricoprendo il ruolo di allenatore in seconda e collaboratore tecnico. Infine, decido di intraprendere la mia carriera da primo allenatore, iniziando alla Virtus Rosarno e proseguendo prima alla Paolana e quest’anno allo Scalea.
NB: Quali sono le qualità fondamentali che un allenatore deve avere oggi?
BD: L’allenatore deve possedere competenze trasversali e non solo! Sicuramente deve avere l’abilità di trasferire principi di tecnica e tattica individuale, possedere un metodo di lavoro che gli permetta di sviluppare il suo modello di gioco e conoscere un piano metodologico. Inoltre, penso che l’allenatore debba essere empatico, in quanto si trova a dover gestire le emozioni del calciatore.
NB: Qual è la sua filosofia di gioco e come cerchi di trasmetterla alla squadra?
BD: Non mi piace speculare! Voglio che i miei calciatori siano protagonisti in campo. Ogni momento del gioco è direttamente correlato al tempo e allo spazio. Tenendo sempre in considerazione i fattori spazio-temporali, voglio sviluppare sempre un gioco di comando, sia quando abbiamo la palla, sia quando non abbiamo. Il nostro primo obiettivo è quello di invadere nel maggior tempo possibile la metà campo avversaria. Per questo, diventa importante l’occupazione dinamica dello spazio di gioco, la variazione del ritmo, la capacità di strutturare e, anche, de-strutturare uno sviluppo, riconoscere i vantaggi numerici, posizionali, qualitativi, relazionali, differenziare la fase difensiva in relazione all’altezza di campo ed è fondamentale applicare atteggiamenti preventivi per poter fronteggiare la perdita o la riconquista della palla. Per poter sviluppare il mio modello di gioco diventa fondamentale, secondo me, ricreare gli scenari del gioco e fare vivere le problematiche situazionali che il calciatore potrà vivere in campo.
NB: Come si struttura una sua settimana tipo di allenamenti?
BD: L’organizzazione strutturale della settimana è pianificata insieme al mio staff. Abbiamo due riferimenti che guidano tutto il processo metodologico: la partita giocata e la partita che giocheremo. All’interno della struttura settimanale, ricreo scenari di gioco reali che rispettano sempre il ciclo del gioco “momento con palla o senza palla e le transizioni”. Il calcio è un sistema complesso conseguenza della dinamiche relazionali e per questo, secondo la mia idea, la seduta di allenamento deve essere complessa, rispettando la natura del sistema. L’obiettivo è sovraccaricare dal punto di vista cognitivo i calciatori, affinché possano risolvere efficacemente i problemi del gioco. I vincoli rappresentano gli strumenti fondamentali per strutturare uno scenario, cercando di trasferire la realtà del gioco nel processo di allenamento. Ogni esercitazione è finalizzata allo sviluppo dei principi di gioco, alla correzione della gara già giocata o alla preparazione della gara successiva.

NB: Quanto è importante la preparazione mentale oltre a quella fisica e tattica?
BD: La testa è tutto. Alla base di ogni aspetto tecnico, tattico e anche condizionale c’è l’aspetto cognitivo. La preparazione mentale che intendo consiste nello stimolare il calciatore a tirare fuori la propria motivazione. La motivazione intrinseca è l’elemento che ti spinge ad andare oltre quello che può sembrare un limite. Altro elemento importante è la consapevolezza del proprio potenziale.
NB: Quanto è importante per lei lavorare con i giovani?
BD: Lavorare con i giovani è molto stimolante. Negli ultimi anni, nonostante ho allenato prime squadre, ho sempre dato spazio a molti giovani. Nella prima stagione alla Paolana abbiamo anche vinto il secondo posto della classifica giovani, frequentemente giocavamo con 4 under a dimostrazione che per me se un calciatore è bravo gioca, a prescindere dalla sua età.
NB: Obiettivi futuri?
BD: La mia ambizione è smisurata. Il calcio per me non è solo passione ma rappresenta da sempre il mio unico lavoro. Sicuramente il primo obiettivo è centrare gli obiettivi stagionali con lo Scalea. Per il futuro, mi auguro di ritornare tra i professionisti, questa volta da primo allenatore, considerando sempre che ogni step ha il suo tempo.
NB: L’ultima domanda riguarda noi, conosci CalcioPanchina.it? Cosa pensi del sito?
BD: Si, lo conosco. E’ un sito serio e appassionato, che contribuisce a tenere vivo il dibattito calcistico e a valorizzare il calcio a 360°. Complimenti!
NB: Grazie mille per aver risposto alle nostre domande, a presto e in bocca al lupo per tutto!
BD: Niccolò ringrazio Te e il Tuo sito. Un saluto a Te e ai lettori.
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