
ESCLUSIVA CP – Leonardo Vanzetto: “Il lavoro quotidiano è la chiave di tutto”
In esclusiva, ai microfoni di Calciopanchina di Niccolò Brancati, presentiamo Leonardo Vanzetto – allenatore professionista, considerato un riferimento sportivo e umano
Presentata da Niccolò Brancati, ecco l’intervista che ci ha concesso il mister Vanzetto, a cui vanno i più sinceri ringraziamenti per la sua disponibilità.
NB: Buongiorno a tutti i nostri amici lettori del sito CalcioPanchina di Niccolò Brancati. Oggi abbiamo il piacere di avere con noi il mister Leonardo Vanzetto. Grazie per essere qui! Buon giorno mister, iniziamo questa intervista presentandoti ai nostri lettori.

LV: Buongiorno, è un piacere anche per me. Ciao Niccolò: sono Leonardo Vanzetto ho 56 anni, sono un allenatore di calcio con una grande passione per questo sport. Nel corso della mia esperienza ho sviluppato una visione del calcio basata sull’organizzazione, sul lavoro quotidiano e sull’aggiornamento continuo. Mi considero una persona seria, determinata e aperta all’innovazione, convinta che il calcio sia in costante evoluzione e che un allenatore debba sempre essere disposto a studiare e ad adattarsi. Mi piace costruire squadre con un’identità chiara, valorizzare le qualità dei singoli all’interno del collettivo e creare un ambiente positivo in cui tutti possano dare il massimo.
NB: Quali sono i principi di gioco che ritiene fondamentali per la sua squadra, sia in fase di possesso che di non possesso?
LV: Per quanto riguarda la fase di possesso, ritengo fondamentali l’occupazione razionale degli spazi, la creazione costante di linee di passaggio e una circolazione della palla veloce e finalizzata a creare superiorità numerica e posizionale. Mi piace una squadra che sappia gestire il possesso con qualità, ma sempre con l’obiettivo di essere efficace e verticale quando si presenta l’opportunità. In fase di non possesso, considero essenziali l’organizzazione collettiva, le distanze corrette tra i reparti, la compattezza e l’aggressività nella riconquista del pallone. Chiedo ai miei giocatori di lavorare come un unico blocco, con grande attenzione alle coperture reciproche e alle transizioni negative. In entrambe le fasi, il principio che reputo più importante è la collaborazione tra i giocatori: una squadra deve saper interpretare le diverse situazioni di gioco mantenendo equilibrio, intensità e identità tattica.
NB: Quanto conta oggi la preparazione tattica rispetto agli aspetti fisici e mentali nella costruzione di una squadra competitiva?
LV: Ritengo che oggi la costruzione di una squadra competitiva si basi sull’integrazione di tre aspetti fondamentali: tattico, fisico e mentale. Non considero uno più importante dell’altro, perché sono strettamente collegati. La preparazione tattica è determinante per dare identità alla squadra, organizzare i comportamenti collettivi e permettere ai giocatori di interpretare correttamente le diverse situazioni di gioco. Tuttavia, senza una condizione fisica adeguata diventa difficile sostenere ritmi elevati, pressioni intense e continuità di rendimento. Allo stesso tempo, l’aspetto mentale è spesso ciò che fa la differenza nei momenti decisivi. Mentalità, concentrazione, resilienza, spirito di sacrificio e capacità di gestire la pressione sono qualità indispensabili per raggiungere obiettivi importanti. Il mio compito come allenatore è creare un equilibrio tra questi tre elementi, sviluppando una squadra preparata tatticamente, performante fisicamente e forte mentalmente. Quando questi aspetti lavorano insieme, la squadra può esprimere il proprio massimo potenziale.
NB: Durante la settimana di allenamento, come struttura il lavoro per migliorare l’organizzazione difensiva e le transizioni?
LV: La programmazione settimanale parte sempre dall’analisi della gara precedente e dalle caratteristiche dell’avversario successivo. Per migliorare l’organizzazione difensiva lavoro innanzitutto sui principi collettivi: compattezza, distanze tra i reparti, scivolamenti, coperture e comunicazione tra i giocatori. Durante la settimana utilizzo esercitazioni situazionali e giochi a tema che riproducono le dinamiche della partita, passando progressivamente dal reparto alla linea difensiva, fino all’intera squadra. Per quanto riguarda le transizioni, dedico particolare attenzione ai momenti immediatamente successivi alla perdita e alla riconquista del pallone. Alleno la reazione immediata alla perdita con principi di contropressione e riaggressione, mentre sulla riconquista cerco di sviluppare rapidità di pensiero ed efficacia nelle prime scelte di gioco. Mi piace che ogni esercitazione abbia una componente tattica, fisica e decisionale integrata, perché il calcio moderno richiede che i giocatori imparino a riconoscere e risolvere situazioni reali ad alta intensità. L’obiettivo finale è costruire una squadra organizzata, compatta e capace di gestire con efficacia tutte le transizioni che oggi rappresentano uno degli aspetti più determinati del gioco.
NB: Nel calcio moderno la versatilità è sempre più richiesta: quanto è importante per lei avere giocatori in grado di ricoprire più ruoli all’interno dello stesso sistema di gioco?

LV: Nel calcio moderno la versatilità è una qualità molto importante. Avere giocatori in grado di interpretare più ruoli all’interno dello stesso sistema di gioco offre maggiori soluzioni tattiche e permette alla squadra di adattarsi alle diverse situazioni della partita senza perdere equilibrio e organizzazione. Tuttavia, per me la versatilità non significa semplicemente cambiare posizione in campo, ma soprattutto comprendere i principi di gioco della squadra. Un giocatore che conosce bene tempi, spazi e compiti nelle diverse fasi del gioco può ricoprire più ruoli mantenendo efficacia e rendimento. Cerco sempre di sviluppare nei miei giocatori una cultura tattica che li renda flessibili e intelligenti nelle scelte. Questo aumenta la competitività del gruppo, offre maggiori alternative durante la stagione e consente di affrontare imprevisti come infortuni o squalifiche senza stravolgere l’identità della squadra.
NB: Quando affronta un avversario con caratteristiche molto diverse dalle vostre, preferisce adattare il modulo e i principi di gioco o mantenere la vostra identità tattica?
LV: Per me l’identità tattica della squadra è un punto fermo e non negoziabile: principi di gioco, atteggiamento e organizzazione devono rimanere riconoscibili indipendentemente dall’avversario. Detto questo, ritengo fondamentale l’adattamento. Nel calcio moderno non esiste una sola soluzione valida per tutte le partite, quindi mi piace preparare la squadra con una base di principi consolidati, ma con alcune variazioni strategiche in base alle caratteristiche dell’avversario. Posso intervenire sul sistema di gioco, sui riferimenti in fase di non possesso o su alcune modalità di costruzione e sviluppo, ma sempre senza snaturare la nostra identità. In sostanza, non rinuncio ai miei principi, ma li declino in modo intelligente in funzione della partita. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra ciò che siamo noi e ciò che richiede la gara, mantenendo sempre la squadra competitiva ed efficace.
NB: Obiettivi per il suo futuro?
LV: I miei obiettivi per il futuro sono principalmente tre. Il primo è continuare a crescere come allenatore, aggiornandomi costantemente e approfondendo le evoluzioni del calcio moderno, sia dal punto di vista tattico che metodologico. Il secondo è lavorare in un contesto che mi permetta di esprimere le mie idee di calcio, costruendo squadre organizzate, competitive e con una forte identità di gioco, valorizzando al tempo stesso i giocatori e il lavoro quotidiano sul campo. Il terzo obiettivo è contribuire alla crescita del gruppo e della società in cui opero, creando un ambiente di lavoro serio, ambizioso e orientato al miglioramento continuo. In generale, il mio focus è sempre sul presente, ma con una visione chiara di sviluppo nel medio-lungo periodo, perché credo che i risultati duraturi nascano da un progetto solido e coerente.
NB: L’ultima domanda riguarda noi, conosci CalcioPanchina.it? Cosa pensi del sito?
LV: Conosco il lavoro che stai facendo con il sito CalcioPanchina e ritengo sia un progetto interessante e ben strutturato. Lo considero un’iniziativa moderna, che utilizzata bene, può rappresentare un punto di riferimento per chi lavora nel settore. Tu, Niccolò, penso sei un giovane con buone competenze e una visione attuale della comunicazione sportiva. Hai sicuramente margini importanti di crescita, come è normale che sia, ma stai dimostrando entusiasmo, capacità organizzativa e attenzione ai contenuti. Considero positive le realtà di questo tipo, dove danno spazio al confronto e alla formazione continua nel mondo del calcio.
NB: Grazie mille per aver risposto alle nostre domande, a presto e in bocca al lupo per tutto!
LV: Niccolò ringrazio Te e il Tuo sito. Un saluto a Te e ai lettori.
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